Piano Aria del Piemonte: Misure Alternative al Blocco dei Veicoli Euro 5

Il Consiglio regionale del Piemonte approva un piano per migliorare la qualità dell'aria senza fermare i veicoli Euro 5, introducendo misure innovative e finanziamenti significativi.

Piano Aria Piemonte

In Breve

Qual è l'obiettivo del Piano Aria del Piemonte?
Ridurre l'inquinamento atmosferico senza bloccare i veicoli Euro 5.
Quali misure sono previste nel piano?
Incentivi per biocarburanti, installazione di sensori per il traffico e finanziamenti per la mobilità sostenibile.
Quali critiche ha ricevuto il piano?
Critiche da parte dell'opposizione e associazioni ambientaliste per l'inefficacia nel ridurre l'inquinamento.

Il Consiglio regionale del Piemonte ha recentemente approvato un Piano per la qualità dell’aria che evita il blocco dei veicoli Euro 5, previsto per il prossimo autunno. Questa decisione, che interessa principalmente le città di Torino e Novara, mira a implementare misure alternative per ridurre l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili.

Il piano prevede un investimento di 50 milioni di euro nel prossimo biennio, cifra che potrebbe raggiungere i 100 milioni includendo interventi per l’agricoltura e il riscaldamento. Entro la fine della settimana, sarà attivata una misura finanziata con 30 milioni di euro provenienti da fondi europei (FESR), destinata alla rigenerazione urbana nei Comuni piemontesi, con l’obiettivo di ridurre gli inquinanti atmosferici.

Una delle novità più significative sarà l’introduzione della “Tessera del biocarburante” per i residenti di Torino e Novara, che offrirà incentivi per l’uso di biocarburanti come l’HVO per i veicoli diesel. Sono previsti 7 milioni di euro all’anno per due anni, estesi anche ad alcune autovetture Euro 6 (fino a 6d-TEMP).

Il piano include anche misure per migliorare la fluidità del traffico: 12 milioni di euro saranno destinati all’installazione di sensori in aree ad alta densità di traffico, utilizzando un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale. Gli interventi iniziali riguarderanno circa settanta incroci tra Torino e comuni limitrofi, con l’obiettivo di ridurre code e ingorghi del 30%.

La Regione Piemonte si impegna a finanziare fino al 90% delle velostazioni e a promuovere un bando “Bike to work” con un sistema di cashback. Altre misure per i Comuni includono la depavimentazione stradale, la creazione di piste ciclabili, la forestazione urbana e l’implementazione di Zone 30.

Tra le soluzioni innovative proposte, si segnala l’uso di nebulizzatori con cannon fog per abbattere le concentrazioni di polveri sottili, l’aspirazione delle polveri nelle aree più trafficate e l’uso di vernici fotocatalitiche per disgregare gli inquinanti. Questo approccio è presentato come un’alternativa al blocco dei veicoli Euro 5, che attualmente sono oltre 160mila tra Torino e Novara, rispetto a un totale di 307mila veicoli circolanti.

Tuttavia, l’approvazione del piano ha suscitato critiche da parte dell’opposizione e di associazioni ambientaliste. Il rapporto Mal’Aria 2026 evidenzia che il Piemonte è tra i territori più critici della Pianura Padana, con centraline che registrano valori superiori ai limiti fissati per il 2030. Sono stati citati diversi comuni, tra cui Chieri, Mondovì, e Settimo Torinese, per le elevate medie annuali di PM10 e PM2.5, oltre a livelli di NO2 preoccupanti.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha definito l’esito dell’approvazione “un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte”. L’assessore all’Ambiente ha sottolineato l’importanza di aver lavorato con un gruppo di esperti per un anno per identificare misure alternative che possano fornire effetti misurabili e certificabili, definendo l’approccio come “innovativo” e orientato alla mobilità nel suo complesso.

Scritto da

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Autore della redazione di Sostenibilita Oggi.