EON: La Rivoluzione dei Cavi Sottomarini con i Laser Spaziali

Endeavor Optical Networks (EON) propone un innovativo sistema di comunicazione basato su satelliti laser, mirato a sostituire i tradizionali cavi sottomarini.

Rappresentazione di un satellite laser

In Breve

Qual è l'obiettivo di EON?
EON mira a sviluppare una rete di satelliti laser per sostituire i cavi sottomarini nel trasporto di dati.
Quanto throughput prevede EON?
EON punta a un throughput di 2,4 terabit al secondo per collegamento.
Chi sono i principali investitori di EON?
I principali investitori includono General Catalyst e Andreessen Horowitz.

Endeavor Optical Networks (EON), una startup fondata a maggio 2026, ha recentemente annunciato di aver raccolto 10,75 milioni di dollari in finanziamenti seed da General Catalyst e Andreessen Horowitz. L’obiettivo di EON è sviluppare una rete di satelliti dotati di laser per collegare data center dall’orbita, offrendo così un’alternativa ai tradizionali cavi sottomarini per il trasporto di dati su rotte intercontinentali.

Il progetto nasce dall’esigenza di superare le difficoltà legate all’installazione e alla manutenzione dei cavi sottomarini, oltre ai limiti delle trasmissioni radio. Grazie ai recenti progressi nel campo dell’ottica e dei terminali laser, EON punta a garantire throughput comparabili a quelli della fibra ottica sottomarina. L’azienda prevede di raggiungere un throughput di 2,4 terabit al secondo per collegamento, con i primi apparati dimostrativi attesi per la fine del 2027, capaci di fornire tra 800 gigabit e un terabit al secondo di downlink.

La strategia di EON prevede il dispiegamento iniziale di circa 20 satelliti, ciascuno progettato per offrire un collegamento dedicato tra due continenti, garantendo copertura continua per i clienti. Per massimizzare l’efficacia del servizio, l’azienda selezionerà con attenzione le stazioni a terra in diverse regioni, implementando siti ridondanti e utilizzando dati meteorologici per mitigare le interruzioni del segnale causate da condizioni atmosferiche avverse.

Il target commerciale di EON include hyperscaler e laboratori di intelligenza artificiale che necessitano di trasferire grandi volumi di dati, con un focus particolare su rotte lunghe o poco servite, come quelle tra Francia e Australia o tra Africa e Sud America. L’offerta di EON sarà orientata alla vendita di capacità dedicata, permettendo ai clienti di avere un controllo completo sul transito dei dati.

I fondi raccolti saranno utilizzati per realizzare un laboratorio ottico, ampliare il team di ingegneri e condurre test a terra in preparazione per il lancio del satellite dimostrativo. Dal punto di vista tecnologico, EON concentrerà i suoi sforzi sul terminale di comunicazione ottica, investendo in componenti critici come i gimbal per il puntamento del laser e utilizzando bus satellitari commerciali già disponibili. Il team è guidato dal CEO Charlie Horowitz e dal CTO Tyler Presser, entrambi con esperienze significative nel settore spaziale e nell’ingegneria astronautica.

Nel panorama competitivo, EON si trova a fronteggiare iniziative più ambiziose che prevedono costellazioni satellitari più ampie con capacità teoriche superiori. Tuttavia, queste richiederanno tempi e scale di dispiegamento maggiori. Gli esperti del settore avvertono che trasformare i satelliti in un’infrastruttura affidabile e ad alta larghezza di banda per i data center rappresenta una sfida complessa e richiederà più tempo di quanto comunemente previsto.

Nonostante le difficoltà, gli investitori di EON sono convinti che esista già un mercato per collegamenti spaziali ad alta capacità. La startup si propone di affrontare le criticità ingegneristiche piuttosto che problemi di principio, evidenziando sinergie con temi emergenti come l’intelligenza artificiale e la resilienza delle reti.

Scritto da

redazione

Autore della redazione di Sostenibilita Oggi.