In Breve
- Cos'è l'hiring assistant di LinkedIn?
- È un assistente intelligente progettato per automatizzare le attività di recruiting.
- Quali sono i benefici dell'hiring assistant?
- Migliora l'efficienza nella selezione e aumenta la qualità delle assunzioni.
- Chi è responsabile delle decisioni di assunzione?
- Il recruiter umano è responsabile delle decisioni finali.
LinkedIn ha recentemente presentato in italiano l’hiring assistant, un assistente intelligente progettato per automatizzare le attività ripetitive del recruiting. Questo strumento si basa su segnali in tempo reale provenienti da una rete di oltre 1,4 miliardi di membri, facilitando così la definizione dei requisiti, la ricerca e l’analisi dei profili, nonché il contatto con i candidati.
Nel contesto attuale, le candidature globali per posizione sono praticamente raddoppiate dal 2022. In Italia, nel primo semestre del 2026, le imprese hanno programmato 2 milioni e 869mila assunzioni, ma il 44,8% delle aziende prevede difficoltà nel reperire il personale necessario. Inoltre, il 66% dei recruiter segnala che è diventato più difficile collocare le persone giuste e il 52% riferisce una maggiore complessità nel trovare talenti qualificati.
L’hiring assistant di LinkedIn si propone di rendere più efficiente il processo di selezione, identificando requisiti, ricercando simultaneamente talenti e analizzando le candidature sulla base delle competenze richieste. Inoltre, prepara messaggi di contatto personalizzati per ogni profilo individuato, fornendo dati che spiegano la corrispondenza con la posizione, lasciando però al recruiter la valutazione finale.
È importante notare che, sebbene l’assistente possa cercare, analizzare e formulare raccomandazioni, non prende decisioni autonome di assunzione né esclude candidati dal processo. Il recruiter umano è responsabile della definizione degli obiettivi e dei criteri di selezione, nonché delle decisioni finali.
I risultati attribuiti all’uso di questo strumento indicano un aumento medio dell’11% nelle assunzioni di qualità e del 18% nella cattura di professionisti altamente ricercati. A livello globale, i recruiter esaminano l’81% di profili in meno per individuare candidati qualificati e registrano un tasso di accettazione delle InMail superiore del 66% rispetto ai metodi tradizionali di sourcing. Inoltre, risparmiano in media 1,5 ore per posizione nella fase di identificazione dei candidati più qualificati.
Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia, ha dichiarato: «In un mercato del lavoro sempre più complesso, il valore non sta soltanto nel fare recruiting più rapidamente, ma nel migliorare anche la qualità dell’incontro tra persone e opportunità». La versione italiana dell’hiring assistant, già utilizzata in inglese a livello globale e impiegata da 80 aziende italiane, punta a rendere più naturale l’interazione con i recruiter, andando oltre le ricerche per parole chiave.
Delegando operazioni routinarie, lo strumento consente ai recruiter di dedicare più tempo alla relazione con i candidati, alla comprensione delle loro aspirazioni e alla negoziazione delle offerte, senza sostituire il giudizio umano. Tuttavia, la recente vicenda della dimissione di Jacob Coxon da Anthropic e le sue preoccupazioni riguardo all’evoluzione verso una superintelligenza hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il software descritto stabilisce limiti d’uso volti a mantenere il controllo umano nel processo di selezione.
