Francia: Tensioni sui Titoli di Stato e Rischi di Declassamento

L'agenzia Moody's potrebbe declassare il rating sovrano della Francia, mentre lo spread tra Bund e OAT raggiunge livelli preoccupanti.

Tensione sui titoli di Stato francesi

In Breve

Qual è il rischio di declassamento per la Francia?
Moody's potrebbe declassare il rating sovrano della Francia da Aa3 a A1.
Qual è lo stato attuale dello spread tra Bund e OAT?
Lo spread ha raggiunto i 177 punti base, il livello più alto dal 2011.
Quali sono le previsioni di crescita per la Francia?
La crescita è attesa intorno allo 0,5% per quest'anno e circa 1% nel 2027.

La Francia si trova attualmente in una situazione di crescente tensione riguardo ai suoi titoli di Stato, con l’agenzia di rating Moody’s che potrebbe declassare il rating sovrano del paese dall’attuale Aa3 a A1. Questo possibile declassamento è già stato in parte prezzato dai mercati, contribuendo all’ampliamento dello spread tra i Bund tedeschi e i titoli di Stato francesi (OAT), che ha raggiunto i 177 punti base, un livello non visto dal 2011.

Il rendimento dei titoli di Stato decennali francesi ha toccato il 5,142%, il più alto dal 2002, mentre l’allargamento dello spread a due anni rappresenta un serio campanello d’allarme per gli investitori. A complicare ulteriormente il quadro, l’offerta di debito è in aumento: attualmente, i titoli di Stato francesi in circolazione ammontano a circa 2.900 miliardi di euro, di cui 2.700 miliardi a lungo termine e 200 miliardi a breve. Questo rappresenta un incremento di almeno 1.000 miliardi rispetto al 2016.

I mercati percepiscono i titoli OAT come esposti a rischi multipli, tra cui l’incertezza politica legata alle prossime elezioni presidenziali e il possibile aumento delle tensioni sociali. Le previsioni di crescita per quest’anno sono deboli, attese intorno allo 0,5%, con una previsione fragile di circa il 1% nel 2027, a meno di un rilancio della competitività e di riforme strutturali. Inoltre, il piano di emissioni lorde per il prossimo anno è stimato intorno ai 340 miliardi di euro, e la sua riuscita dipenderà dalla fiducia degli investitori non residenti, che detengono il 59,7% dei titoli di Stato negoziabili a fine settembre.

Un ulteriore fattore di preoccupazione è l’erosione del supporto da parte della Banca Centrale Europea (BCE). Il valore dei titoli di Stato francesi nel portafoglio del programma di acquisto di titoli (PSPP) è diminuito da 400 miliardi di euro a dicembre 2025 a 360 miliardi a settembre di quest’anno. Sebbene la sostenibilità del debito non sembri minacciata nell’immediato, il rapporto debito/PIL è in avvicinamento al 120%, rispetto al 70% del 2011, e il deficit/PIL è stimato al 5,3% per quest’anno, con proiezioni di circa il 5% nel 2027. Inoltre, il deficit commerciale supera i 70 miliardi di euro.

Le agenzie di rating S&P e Fitch hanno già attribuito alla Francia una valutazione A+ (rispettivamente da ottobre e settembre 2025). Le loro revisioni potrebbero modificare le prospettive da stabili a negative, aprendo la strada a ulteriori declassamenti, uno scenario che alcuni economisti considerano con probabilità significativa, fino a una tripla Baa alta.

Dal punto di vista politico, una vittoria del Rassemblement National potrebbe creare problemi senza precedenti. In assenza di una maggioranza parlamentare, si rischia di generare un blocco su riforme e consolidamento fiscale. Le promesse di risparmi netti per 140 miliardi di euro entro il 2032 richiedono verifiche sulla loro fattibilità.

Il calendario di emissioni è relativamente leggero fino alla fine dell’anno, con l’84% del programma di emissioni nette già raggiunto a fine settembre (260 miliardi raccolti su 300). Inoltre, la presenza in bilancio di banche e compagnie di assicurazione, relativamente ben capitalizzate e che detengono rispettivamente il 10,5% e il 9,2% dei titoli di Stato francesi, può offrire un parziale cuscinetto contro forti vendite da parte di investitori esteri. Resta inoltre disponibile lo strumento di protezione della trasmissione (TPI) della BCE.

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Autore della redazione di Sostenibilita Oggi.