In Breve
- Qual è l'obiettivo del roadshow 'Generazioni al lavoro'?
- L'obiettivo è gestire la pluralità anagrafica in azienda per valorizzare l'innovazione e la competitività.
- Quali sono i principali temi trattati nell'evento?
- Si è discusso di age management, active ageing e valorizzazione delle diverse generazioni in azienda.
- Che dati sono emersi riguardo la composizione della forza lavoro?
- Gli under 30 rappresentano il 15,6% degli occupati, mentre gli over 60 il 9,9%.
Il 7 ottobre scorso, Bologna ha ospitato la seconda tappa del roadshow “Generazioni al lavoro”, un’iniziativa che fa parte del progetto “Cultura di Impresa 2026 – Valori che creano valore”, promosso da 4.Manager in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Questo evento ha messo in luce l’importanza della gestione della pluralità anagrafica all’interno delle aziende, un tema di crescente rilevanza in un contesto caratterizzato da un calo demografico e dall’allungamento della vita professionale.
Durante il dibattito, esperti e manager hanno affrontato le sfide e le opportunità legate alla coesistenza di lavoratori di diverse età, esperienze e aspettative. L’obiettivo è ripensare i modelli organizzativi, i percorsi di sviluppo delle competenze e gli stili di leadership, al fine di trasformare la diversità generazionale in un vantaggio competitivo.
Tra i temi trattati, si è discusso di politiche di age management e pratiche di active ageing, con un focus sulla valorizzazione sia delle popolazioni junior che senior. Sono stati presentati strumenti utili per accompagnare le transizioni professionali, evidenziando come le aziende possano utilizzare la pluralità generazionale come leva per l’innovazione.
Tra i relatori, Paolo Sestito della Banca d’Italia, Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica, e il giuslavorista Ciro Cafiero, hanno condiviso le loro esperienze e visioni. Rappresentanti di aziende come Philip Morris Italia, Essay Group e Fastweb+Vodafone hanno contribuito al dibattito, portando esempi concreti di come affrontare queste sfide.
I dati emersi dal confronto sono significativi: gli under 30 rappresentano il 15,6% degli occupati, mentre gli over 60 costituiscono il 9,9%. Inoltre, l’81,2% delle imprese ha adottato almeno un intervento per attrarre e trattenere i giovani, mentre il 77,1% ha implementato azioni per gestire i lavoratori più anziani.
Le pratiche più comuni includono il mentoring e l’affiancamento intergenerazionale. Per i giovani, sono particolarmente apprezzati il lavoro agile, le iniziative di welfare e le forme di flessibilità. Al contrario, per i lavoratori senior, le misure si concentrano sulla gestione del passaggio generazionale e sulla preservazione delle competenze aziendali.
Francesca Mazzolari, intervenuta all’evento, ha sottolineato che la sfida organizzativa rappresenta un’opportunità per le imprese. Se gestita correttamente, la pluralità generazionale può trasformare differenze ed esperienze in apprendimento reciproco, garantendo continuità del sapere e sostenibilità nello sviluppo aziendale.
In conclusione, il roadshow “Generazioni al lavoro” ha evidenziato come le aziende possano affrontare con successo la pluralità anagrafica, trasformando le sfide in opportunità per un futuro lavorativo più inclusivo e innovativo.
